Month: Settembre 2022

Il film Disney Cruella e l’accettazione di se stessi.

Un live action basato sulla cattiva Disney Cruella De Vil, che dopo varie peripezie riesce ad accettare il proprio essere.

E se la nostra Cruella non fosse sempre stata cattiva? Se fosse stata spinta ad esserlo? Il personaggio di Cruella ci è sempre stato mostrato come una donna ricca, di potere e soprattutto cattiva senza alcun motivo preciso. Il film Disney ci porta indietro nel tempo, precisamente in Inghilterra negli anni Sessanta alla scoperta del passato della donna.

Cruella in realtà nasce come Estella, una bambina irrequieta, eccentrica visto il suo colore innaturale di capelli (metà bianco e metà nero), con una leggera vena crudele, ma geniale. La bambina è accudita da sua madre Catherine che fatica a gestire l’irrequietezza della figlia. La donna decide così di ritirarla da scuola progettando con lei di trasferirsi a Londra. Lungo il tragitto le due si fermano nella villa dei Von Hellman in cerca di sostentamento economico. È qui che ha inizio il tragico racconto della nostra protagonista. La padrona di casa rifiuta le richieste di Catherine, gettandola da un dirupo. Così la nostra Estella diventa un’orfana.

La bambina riesce a raggiungere la città e a sopravvivere soprattutto grazie ad Horace e Jasper che la adottano con i sé. Ed è proprio qui che Estella decide di rinunciare alla propria personalità eccentrica, mantenendo la promessa fatta alla madre di rimanere buona, tingendosi i capelli di rosso. I tre vivono grazie a piccoli furti e ai numerosi travestimenti elaborati da Estella, che continua a coltivare il suo sogno di designer. E il destino bussa alla sua porta quando, per il suo compleanno, Horace e Jasper riescono a procurargli un lavoro nei grandi magazzini Liberty. La ragazza però fatica a far notare il proprio talento. Una sera, da ubriaca vandalizza una vetrina, attirando le attenzioni della designer chiamata “la Baronessa” che la assume nel suo atelier.

Sin da subito Estella riesce a guadagnarsi la fiducia della baronessa, fin quando la ragazza nota al collo della donna una collana appartenente a sua madre Catherine. Estella capisce così che è la baronessa la misteriosa donna a cui la madre chiese aiuto. La ragazza dà vita ad al suo alter ego Cruella, proprio in cerca di vendetta nei confronti della donna, organizzando delle vere e proprie sfilate di moda che umiliano la famosa designer. Il tutto viene fortemente pubblicizzato grazie all’amica d’infanzia Anita, ora una reporter per una rubrica di gossip. D’altra parte, la Baronessa è alla ricerca della vera identità di Cruella e licenzia persino il suo avvocato Roger per non stato in grado di identificarla. Così la Disney inserisce i personaggi chiave del film che noi tutti conosciamo, dove la nostra Crudelia non è in cerca di vendetta, ma è puramente malvagia.

Quando la baronessa capisce che Estella e Cruella sono la stessa persona, la donna tenta di eliminare la nostra protagonista, intrappolandola nel suo appartamento e dando a quest’ultimo fuoco. Estella però viene salvata da un valletto della baronessa che le rivela di essere in realtà la figlia della designer. Questo è il punto centrale della storia. Cruella è il simbolo della nostra battaglia interiore: chi siamo e chi vorremmo essere e che noi non saremo mai come i nostri genitori. Possiamo scegliere ciò riteniamo più giusto. La simbologia legata alla capigliatura della protagonista è proprio questa: ognuno di noi ha il proprio lato bianco ed il proprio lato nero, spetta a noi decidere qual prevalere. Estella infatti, accetta di essere in realtà Cruella, una ragazza geniale, eccentrica ed anche un po’ folle. Finalmente accetta sé stessa e il proprio essere a volte anche crudele, perché fa parte del suo io.

Insieme ai suoi amici si infiltra al gala di beneficenza della baronessa rivelandole di essere in realtà sua figlia biologica. La donna getta la ragazza dal dirupo ignara del fatto che tutti gli ospiti stavano assistendo alla scena. Cruella sopravvive alla caduta e prende possesso di tutti gli averi della baronessa sotto il nome di Cruella De Vil. Nella scena finale vediamo Cruella che dona a Roger e ad Anita i rispettivi Pongo e Perdita. Attraverso il viaggio nel passato del personaggio, ognuno di noi guarderà d’ora in poi con occhi diversi il personaggio di Cruella.

In un certo senso giustifichiamo la sua cattiveria, proprio perché sappiamo che è parte del suo essere. Cruella ha provato ad essere diversa ma fallendo miseramente, perché ognuno di noi è quel che è. E voi conoscevate questo prequel? Per altre informazioni sul film date un’occhiata al mio Instagram. Se invece vi interessano i cambiamenti dei personaggi nel corso della narrazione potete dare un’occhiata al mio articolo precedente.

Il Castello Errante di Howl: dalla critica della guerra alla bellezza dietro l’apparenza

Dal genio dell’animazione Hayao Miyazaki, uno dei capolavori dello studio Ghibli: il castello errante di Howl.

Il film candidato all’Oscar nel lontano 2006 come miglior film d’animazione racconta le vicende di una giovane cappellaia Sophie e del misterioso mago Howl. La storia, tratta dall’omonimo romanzo di Diana Wynne Jones del 1986, è ambientata in un luogo di fantasia dove gli edifici ricordano per certi versi una Vienna imperiale, mentre per altri la città alsaziana di Colmar, da cui Miyazaki ha tratto ispirazione.

Sophie gestisce la vecchia cappelleria del padre, mentre si reca in pasticceria da sua sorella minore viene importunata da dei soldati, giunti in città a causa dell’imminente guerra. In suo soccorso arriva proprio il misterioso mago Howl, a sua volta pedinato dagli sgherri della Strega delle Lande. Il mago viene descritto come un giovane affascinante, amante del bello e sempre alla ricerca di nuove avventure, ma molto sfuggente e codardo. Il suo personaggio infatti, utilizza diversi nomi, proprio con l’intento di fuggire alle proprie responsabilità. Egli stesso afferma di utilizzare tutti i nomi che gli servono così da poter vivere libero. Howl è un’esteta e considera la bellezza l’unica ragione per cui vale la pena vivere. D’altra parte, Sophie è il suo esatto opposto, è una giovane razionale ma anche piuttosto insicura del proprio aspetto esteriore.

Dopo l’incontro con il mago la ragazza si imbatte nella strega delle Lande, che è alla ricerca del cuore di Howl da tempo. La strega lancia un incantesimo su Sophie trasformandola in una donna anziana. Non potendo nascondere il proprio aspetto Sophie decide di lasciare la città. Durante il suo viaggio incontra uno spaventapasseri “testa di rapa” che la conduce al castello di Howl. Al suo interno incontra il demone del fuoco Calcifer, con il quale stringe un patto. Il demone scioglierà la sua maledizione solo quando lei scioglierà il legame che lega il demone ad Howl, di fatto se uno dei due muore morirà anche l’altro. Nel castello incontrerà anche il piccolo Markl un’apprendista del mago che le rivela la particolarità del castello ossia la sua porta magica che conduce in diversi luoghi del regno, rivelandole così tutte le identità che il giovane mago utilizza.

Sophie nel corso della storia scopre la dualità insita nel personaggio di Howl. Il giovane ha la capacità di trasformarsi in un enorme uccello in grado di interferire nella guerra che ormai sta infuriando nella città. Ed è qui che Miyazaki fa divergere il proprio racconto del racconto originale, con la sua critica della guerra. Essa viene considerata come un qualcosa da condannare e priva di fondamento. Per tutta la durata del film la guerra resta sullo sfondo. Non ci viene dato nessun indizio sul motivo dell’inizio dello scontro, è una disputa senza significato. Di fatto il conflitto termina senza la vittoria di nessuna delle due fazioni.

Nel corso della storia i personaggi vanno incontro ad un vero e proprio percorso di maturazione. Howl, si innamora di Sophie, scoprendone la bellezza sotto il suo aspetto. È in questo momento che per il mago, l’aspetto esteriore perde di significato. Sempre per amore di Sophie Howl diventa un uomo coraggioso affermando egli stesso di aver trovato finalmente un qualcosa da proteggere. D’altra parte, Sophie, man mano che prende coscienza dei propri sentimenti nei confronti del mago ringiovanisce.

Tuttavia, Howl fa sempre più fatica a ritrasformarsi in forma umana, ed è compito di Sophie quello di spezzare il legame che vi è tra il mago e Calcifer. Attraverso un viaggio nel passato la ragazza scopre che in realtà Howl da bambino catturò una stella cadente e che sacrificò il proprio cuore cedendo così la propria anima. È esattamente il cuore di Howl che Calcifer custodisce. Ed è qui che ci viene mostrata la codardia di Howl. Un ragazzo che pur di non subire dei colpi dolorosi dalla vita decide di non vivere affatto. Il castello infatti è la rappresentazione dell’animo di Howl, che si presenta come un ammasso di oggetti, ed è Calcifer che ne custodisce il cuore a muoverlo e a renderlo straordinario.

 A fine racconto una Sophie ormai conscia dei propri sentimenti, riesce a spezzare la propria maledizione e restituendo il cuore ad Howl libera il giovane e il demone dal patto che li legava. I due giovani maturati nel corso della narrazione e spogliatisi delle proprie insicurezze iniziano a vivere la loro storia d’amore. E tu conoscevi questo film? .Per altre curiosità sul castello errante di Howl date uno sguardo al mio profilo Instagram. Oppure date un’occhiata al mio articolo precedente su una delle serie tv che sta spopolando sul web e non solo.

Emily in Paris: una serie tv social

Dall’ideatore di Sex and The City, Darren Star, una nuova serie tv targata Netflix: Emily in Paris.

Savoir l'agenzia di marketing per cui Emily lavora nella serie tv Netflix

Una giovane ragazza americana, Emily Cooper, interpretata da Lily Collins, si ritrova a prendere il posto del suo capo Madeline in dolce attesa. Il suo obiettivo è quello di portare avanti il punto di vista americano all’interno di un’agenzia di marketing francese: Savoir. Emily parte molto entusiasta per questa nuova avventura, ma ben presto incontrerà lungo il suo percorso, una serie di ostacoli. A partire dalle difficoltà linguistiche, a seguire poi, il suo capo Sylvie Grateau, che fatica ad accettare Emily nel proprio ufficio.

Emily nel primo episodio della serie tv di Netflix appena arrivata a Parigi entusiasta della sua nuova avventura

La giovane prova ad integrarsi in una città distante dalla sua, non solo geograficamente, ma anche dal punto di vista dello stile di vita. Ad accompagnarla in questo viaggio, ci saranno le figure di Gabriel, giovane e promettente cuoco della città, la frizzante Mindy la vera e propria Cicerone di Emily nella città dell’amore e Camille, la fidanzata del cuoco. Ciò che ci viene proposto all’interno della serie è un vero e proprio viaggio attraverso la cultura francese. A partire dalla moda, dal cibo, dall’arte, dalla musica, ci viene mostrato uno dei prodotti francesi per eccellenza, lo champagne. Ci viene sottolineata persino la maestria francese nel creare profumi.

I look finemente curati, hanno trasformato non solo il personaggio di Emily, ma anche l’attrice Lily Collins, in una vera e propria icona di stile. Insomma, abbiamo a che fare una nuova Sarah Jessica Parker e con una nuova Carrie Bradshaw nell’epoca di Instagram e di Influencer. Se da una parte la newyorkese doc Carrie portava avanti il suo sogno da scrittrice, Emily si ritrova ad essere un’influencer un po’ per caso. La ragazza, infatti,  inizia a postare un po’ per gioco una serie di post su Instagram della sua avventura parigina, acquisendo man mano notorietà.

Carrie Bradshaw e Emily Cooper due icone di stile

Nella serie, vengono mostrati i post che la giovane pubblica e il numero dei suoi follower in netta crescita. Ed è proprio attraverso il suo profilo che Emily porta avanti il punto di vista americano. Instagram infatti, gioca un ruolo importante all’interno della serie stessa, mostrando l’enorme impatto che ha ad oggi la piattaforma social, soprattutto in settori come la moda e la pubblicità.

Emily aggiorna il suo profilo Instagram Emily in Paris

Ognuno di noi segue dai propri account social almeno un influencer. Sono proprio loro ad oggi a dettare le leggi della moda e del life style, a tal punto che le sfilate e i red carpet di tutto il mondo brulicano di influencer che tramite il loro smartphone, danno l’impressione di rendere alla portata di tutti i grandi eventi. Di fatto, nella serie grazie ad un post della giovane Emily, lo stilista Pierre Cadault ritorna ad essere un marchio di grande peso all’interno della moda parigina. E’ la giovane influencer, ad inspirare il cambiamento dello stile dello stilista. Potremmo forse leggerlo come un ulteriore segno che mostra di come sia oggi Instagram a dettare la moda?

Emily come musa ispiratrice dello stilista Pierre Cadault

La serie non parla solo di Instagram ed eventi mondani, ma anche di amore e amicizia, mostrando quanto a volte possa essere davvero sottile il filo che divide le due cose. Emily soprattutto nel corso della prima stagione, si innamora del giovane cuoco purtroppo impegnato con la bionda Camille. Emily è perennemente combattuta tra l’amore per Gabriel e l’amicizia di Camille. Alla fine della prima stagione, i due finalmente iniziano la loro relazione, perché Parigi è pur sempre la città dell’amore, all’insaputa della povera Camille. Parigi però viene mostrata anche come la città dei sogni per molti protagonisti della serie. Basti pensare alla giovane Mindy, proveniente dalla Cina che rincorre il proprio sogno di cantante, o Gabriel che dalla Normandia è giunto fino a Parigi per poter aprire il ristorante dei suoi sogni.

Una delle particolarità della serie tv di Netflix è la colonna sonora, o per meglio dire la sua assenza. Non vi è un vero e proprio tema della serie, ma bensì in ogni episodio vi è una canzone francese diversa dalle altre che segna l’inizio dell’episodio, ad eccezione per il nono episodio. La canzone, partirà solo qualche minuto più tardi.

 Insomma, Emily in Paris mostra uno spaccato dalla società moderna, all’interno della bellissima cornice di Parigi. Si viene talmente assolti dalle avventure della ragazza americana che non ci si rende conto neanche del passare delle ore. Se state cercando una serie romantica, alla moda e di tendenza  che porti al fenomeno bingewatching ebbene l’avete trovata. Complice di sicuro la durata degli episodi che va dai 24 ai 39 minuti, l’iconicità dei look utilizzati nella serie e il “ridotto” numero di episodi (soltanto 20 per ora). Emily in Paris, appare a noi tutti tra i suggerimenti nella categoria serie tv di Netflix, ed io non potevo proprio perdermela. Il grande successo ottenuto, non solo ha fatto sì che la serie venisse rinnovata per altre due stagioni, ma è stata candidata persino ai Golden Globe 2021 come miglior serie commedia o musicale. L’attrice Lily Collins candidata come miglior attrice in una serie commedia o musicale. In poche parole Darren Star ha di nuovo fatto centro, da Carrie ad Emily. Curiosi? Nel frattempo vi lascio il link di Instagram per capirne di più.