Un live action basato sulla cattiva Disney Cruella De Vil, che dopo varie peripezie riesce ad accettare il proprio essere.

E se la nostra Cruella non fosse sempre stata cattiva? Se fosse stata spinta ad esserlo? Il personaggio di Cruella ci è sempre stato mostrato come una donna ricca, di potere e soprattutto cattiva senza alcun motivo preciso. Il film Disney ci porta indietro nel tempo, precisamente in Inghilterra negli anni Sessanta alla scoperta del passato della donna.


Cruella in realtà nasce come Estella, una bambina irrequieta, eccentrica visto il suo colore innaturale di capelli (metà bianco e metà nero), con una leggera vena crudele, ma geniale. La bambina è accudita da sua madre Catherine che fatica a gestire l’irrequietezza della figlia. La donna decide così di ritirarla da scuola progettando con lei di trasferirsi a Londra. Lungo il tragitto le due si fermano nella villa dei Von Hellman in cerca di sostentamento economico. È qui che ha inizio il tragico racconto della nostra protagonista. La padrona di casa rifiuta le richieste di Catherine, gettandola da un dirupo. Così la nostra Estella diventa un’orfana.
La bambina riesce a raggiungere la città e a sopravvivere soprattutto grazie ad Horace e Jasper che la adottano con i sé. Ed è proprio qui che Estella decide di rinunciare alla propria personalità eccentrica, mantenendo la promessa fatta alla madre di rimanere buona, tingendosi i capelli di rosso. I tre vivono grazie a piccoli furti e ai numerosi travestimenti elaborati da Estella, che continua a coltivare il suo sogno di designer. E il destino bussa alla sua porta quando, per il suo compleanno, Horace e Jasper riescono a procurargli un lavoro nei grandi magazzini Liberty. La ragazza però fatica a far notare il proprio talento. Una sera, da ubriaca vandalizza una vetrina, attirando le attenzioni della designer chiamata “la Baronessa” che la assume nel suo atelier.


Sin da subito Estella riesce a guadagnarsi la fiducia della baronessa, fin quando la ragazza nota al collo della donna una collana appartenente a sua madre Catherine. Estella capisce così che è la baronessa la misteriosa donna a cui la madre chiese aiuto. La ragazza dà vita ad al suo alter ego Cruella, proprio in cerca di vendetta nei confronti della donna, organizzando delle vere e proprie sfilate di moda che umiliano la famosa designer. Il tutto viene fortemente pubblicizzato grazie all’amica d’infanzia Anita, ora una reporter per una rubrica di gossip. D’altra parte, la Baronessa è alla ricerca della vera identità di Cruella e licenzia persino il suo avvocato Roger per non stato in grado di identificarla. Così la Disney inserisce i personaggi chiave del film che noi tutti conosciamo, dove la nostra Crudelia non è in cerca di vendetta, ma è puramente malvagia.

Quando la baronessa capisce che Estella e Cruella sono la stessa persona, la donna tenta di eliminare la nostra protagonista, intrappolandola nel suo appartamento e dando a quest’ultimo fuoco. Estella però viene salvata da un valletto della baronessa che le rivela di essere in realtà la figlia della designer. Questo è il punto centrale della storia. Cruella è il simbolo della nostra battaglia interiore: chi siamo e chi vorremmo essere e che noi non saremo mai come i nostri genitori. Possiamo scegliere ciò riteniamo più giusto. La simbologia legata alla capigliatura della protagonista è proprio questa: ognuno di noi ha il proprio lato bianco ed il proprio lato nero, spetta a noi decidere qual prevalere. Estella infatti, accetta di essere in realtà Cruella, una ragazza geniale, eccentrica ed anche un po’ folle. Finalmente accetta sé stessa e il proprio essere a volte anche crudele, perché fa parte del suo io.

Insieme ai suoi amici si infiltra al gala di beneficenza della baronessa rivelandole di essere in realtà sua figlia biologica. La donna getta la ragazza dal dirupo ignara del fatto che tutti gli ospiti stavano assistendo alla scena. Cruella sopravvive alla caduta e prende possesso di tutti gli averi della baronessa sotto il nome di Cruella De Vil. Nella scena finale vediamo Cruella che dona a Roger e ad Anita i rispettivi Pongo e Perdita. Attraverso il viaggio nel passato del personaggio, ognuno di noi guarderà d’ora in poi con occhi diversi il personaggio di Cruella.

In un certo senso giustifichiamo la sua cattiveria, proprio perché sappiamo che è parte del suo essere. Cruella ha provato ad essere diversa ma fallendo miseramente, perché ognuno di noi è quel che è. E voi conoscevate questo prequel? Per altre informazioni sul film date un’occhiata al mio Instagram. Se invece vi interessano i cambiamenti dei personaggi nel corso della narrazione potete dare un’occhiata al mio articolo precedente.

















